Una straordinaria esperienza
Roma anni zero di Sandro Medici
di Luciana Castellina
Questo libro si chiama Roma anni zero. Cronache del Municipio ribelle, pubblicato dalla più singolare casa editrice che io conosca, Momo (non a caso quella a cui collabora Zerocalcare), impegnata a “tradurre” concetti difficili e controversi, cioè a riscrivere libri “normali” adattandoli ai lettori cui sono diretti, ragazzini e ragazzine, e soprattutto delle periferie romane. Una bella idea.
Questo libro l’ha scritto Sandro Medici, una persona che noi de «il manifesto» conosciamo bene, perché non solo ci ha lavorato fin dalla sua nascita ma ne è stato anche direttore. Poi è uscito dalla nostra scena e se n’è andato a far politica nel territorio, fino a candidarsi a sindaco di Roma per una lista, Repubblica Romana, che oggi avremmo chiamato “civica”, ma che allora arrivò forse troppo in anticipo sui tempi politici.
Il libro è uscito ormai da diversi mesi, ed è colpa mia se una recensione arriva solo adesso: avrei infatti voluto fare una cosa più ambiziosa, e cioè, anziché parlarne io, avrei voluto allestire un incontro per discuterne insieme ai protagonisti delle tante associazioni, dei comitati di quartiere che in questi ultimi anni sono cresciuti alla periferia di Roma, rendendola l’area di gran lunga più politicizzata della capitale. Poi il tempo, prosciugato dalle mille cose che succedono e ti coinvolgono, non me lo ha consentito. E così arrivo in ritardo.
Anche se in ritardo è però assolutamente importante parlarne, accompagnando questa recensione a un tributo che dobbiamo a Sandro: perché è stato il primo che è andato a fare il minisindaco a Cinecittà, in un’epoca in cui nessuno aveva ancora capito bene l’importanza di questo decentramento, e lì impegnandosi a costruire nuove forme di democrazia di base, a inventarsi luoghi in cui fosse possibile la crescita di una vita collettiva, di una comunità dotata della propria soggettività, rievocando memorie tragiche come quelle del Quadraro, ma anche attivando un coinvolgimento degli abitanti nella politica municipale.
Sandro Medici, insomma, è stato il pioniere dei quartieri ribelli e noi del suo impegno fra Cinecittà, Torre spaccata e Quadraro abbiamo saputo poco o niente. Sapevamo solo che lui se ne era andato, ma non come qualcuno che era andato a fare una straordinaria e preziosa esperienza. Che è durata ben dodici anni, dal 2001 al 2013, e che ha lasciato un segno ancora vivo.
Sollecito tutti a leggere questo libro, che riporta tante storie diverse, tutte lezioni su cosa è utile oggi fare per dare alla politica esercitata dalla società civile la centralità che le spetta, e dunque la centralità del nostro impegno. Per darle, come diceva Pietro Ingrao, la “statualità” necessaria a condizionare le decisioni che poi verranno assunte dalle istituzioni.



