I fiori di Gutenberg: i laboratori di Momo alla scuola Raimondi a Tormarancia
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Momo è tornata a scuola
Gianmarco Mecozzi
Momo è un progetto culturale che produce libri e organizza eventi (fiere, festival, laboratori) per bambini, ragazzi e ragazze (ma anche per adulti, giovani e non), con uno stile che siamo soliti definire come radicale (etimologia nostra preferita della parola: prendere le cose alla radice).
Momo considera le «piccole persone» che abitano nelle nostre città (i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine di ogni età) come degli esseri umani tout court, non come degli organismi da riempire di nozioni, convinzioni, ideologie e nemmeno come strani esseri incompleti a cui ancora devono crescere le ali, la coda o le zampette.
Spesso (quasi sempre, per chi sta scrivendo) più che insegnare loro qualcosa – nei nostri bizzarri laboratori radicali e coi nostri assurdi libretti – siamo noi a imparare da loro cose sempre nuove: «Cose che voi umani non potreste neanche immaginare».
A noi di Momo ci basta ascoltare (ascoltarli). D’altra parte siamo tornati a scuola per questo.
Da quando siamo nati (nel 2019) ci era capitato spesso di incrociare nelle nostre giornate incasinate, le attività della scuola pubblica: qualche invito a presentare libri, qualche laboratorio nelle scuole a noi vicine, qualche incontro, ma niente di più…
Tuttavia, queste sporadiche esperienze hanno maturato in noi, quasi da subito, la convinzione che il lavoro nelle scuole pubbliche doveva entrare a far parte del nostro lavoro culturale quotidiano.
Troppo bello è stato tornare sui banchi di scuola – e troppo importante per noi è la scuola pubblica laica e solidale – che Momo considera oggi tale attività come imprescindibile all’interno del nostro progetto per almeno due motivi.
Il primo motivo è che, quando siamo dentro le classi (finora elementari e medie) delle nostre città (finora solamente Roma), sentiamo che stiamo facendo la cosa giusta, sperimentiamo cioè «l’utilità» del nostro progetto. La ricaduta pratica è immediata: portare, attraverso i nostri libri (i nostri laboratori sono quasi sempre legati ai nostri libri), contenuti e processi radicali nella scuola pubblica (affiancati dalle maestre e dalle professoresse, insieme alle quali elaboriamo progetti integrati con i corsi) ci dà una soddisfazione enorme e per quanto possa sembrare banale (ma forse non lo è) ci fa stare bene e ci piace un casino.
Il secondo motivo è che fare i laboratori nella scuola pubblica, semplicemente, ci serve. Ci serve a noi, serve a Momo (per come intendiamo il lavoro culturale), il contatto il più possibile diretto e quotidiano con le ragazze e i ragazzi e questo la scuola ce lo restituisce.
A scuola possiamo ascoltarli in diretta, quasi senza mediazioni. Ci serve perché ci fa sperimentare con mano la temperatura di quello che accade lì dove le «piccole persone» vivono metà della loro vita. Ci serve perché ci offre la possibilità di comunicare con loro (gli strambi animaletti che sono i nostri figli e figlie, nipoti, amici e amiche) nel loro ambiente (quasi) naturale. Ci serve perché noi – noi di Momo – facciamo lavoro culturale per loro, oltre che per noi. E quindi per elaborare i dubbi, i conflitti e gli indescrivibili casini che vengono generati dal rapporto cultura/ragazzi (nell’ambiente editoriale ma non solo), non c’è niente di meglio che un bagno quotidiano nella realtà della scuola pubblica italiana.
Riassumendo: lavorare nella scuola pubblica (portare il nostro lavoro culturale lì insieme a chi ci lavora) ci piace un botto e ci fa stare bene, ci fa imparare cose nuove, e in più ci serve e ci è necessario. Perché il nostro lavoro – il lavoro culturale di Momo – è, anche (soprattutto), ascoltare.
Grazie alla scuola Raimondi che ci ha offerto questa possibilità. Speriamo di rifarlo presto.

Ospitiamo sul sito l’intervento del dirigente Anna Salamino e dell’insgnanete Cristina Cabiati.
E di seguito il materiale scaricabile prodotto per i laboratori.
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Esprimere il libero pensiero
Anna Salamino
(dirigente scolastico IC Poggiali Spizzichino)
I fiori di Gutenberg hanno rappresentato un intenso e appassionante percorso laboratoriale che, grazie alla sapiente guida degli esperti formatori di Momo edizioni e delle docenti del plesso della scuola primaria Raimondi, ha condotto i giovani alunni delle classi quarte e quinte a esplorare la bellezza della scrittura e della creazione di un libro.
Un vero e proprio viaggio che ha liberato emozioni, fantasia e creatività dei bambini che hanno potuto apprendere e vedere dal vivo come nasce un libro, quali sentimenti ispirano la sua produzione.
Realizzare questo progetto è stato fondamentale per la crescita dei nostri alunni che con stupore ed entusiasmo hanno vissuto, insieme coi propri docenti, ogni singola tappa verso la creazione di un testo rendendoli consapevoli che ognuno, a modo proprio, è in grado di esprimere con la scrittura il proprio libero pensiero.
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Un lavoro prezioso per gli alunni, e per noi
Cristina Cabiati (insegnante)
Quando il progetto «I fiori di Gutenberg» è stato proposto al nostro plesso quello che, inizialmente, ha colpito noi insegnanti è stato il dettagliato, ricco e ambizioso piano di lavoro: 60 ore di incontri divisi in moduli da svolgere nell’arco dell’anno scolastico, nei quali Lectio magistralis si sarebbero alternate ad attività laboratoriali ed uscite didattiche inerenti al percorso.
Un lavoro accurato e professionale il cui proposito era quello di trattare il tema affrontandone le varie sfaccettature.
Così, nel mese di gennaio, tutto ha avuto inizio… e allora a stupirci è stata l’esperienza concreta, il vissuto di ogni incontro, quanto ciascuno esperto intervenuto sia stato capace di lasciare un segno nei bambini offrendo loro un nuovo stimolo, penso agli incontri con il mondo del fumetto, della musica e del teatro; quanto siano riusciti a stimolare maggiore consapevolezza, penso alle tante occasioni in cui gli autori e i loro libri ci hanno fatto riflettere sui nostri diritti e ci hanno raccontato quanto sia stata dura la loro conquista.
Ancora, è stato bellissimo vedere come ogni bambino si sia mostrato coinvolto durante le attività e quanto queste siano state lezioni preziose, occasioni di apprendimento, confronto e condivisione anche di esperienze personali.
Ringraziamo per aver avuto l’opportunità di lavorare con la casa editrice Momo che non solo ha proposto un bellissimo progetto, ma lo ha realizzato con attenzione e passione tali da essere per gli alunni, e noi insegnanti, stimolanti e contagiose.
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Responsabile di Momo per i progetti: Tina Napoli info@momoedizioni.it.



