Descrizione
«In queste pagine troverete molta politica. La politica che lotta per difendere il bene collettivo: a volte riuscendoci, a volte no, ma cercando sempre di farlo. La politica che non si lascia fermare da un presunto impossibile, che non si rassegna all’irrilevanza, ma forza i limiti, rompe le gabbie, esplora l’inedito, scopre, inventa, sperimenta, scava come le talpe e assalta il cielo».
«Le nostre società sono ormai attraversate da una linea di faglia. Da un lato la società politica, dall’altra la società civile. Ma in realtà il taglio di quella linea è ancora più radicale.
C’è un mondo di sopra, fatto dalle relazioni economiche, politiche, fatto dalle rappresentanze e dalle rappresentazioni, immerso nelle sue spettacolarizzazioni. E c’è un mondo di sotto, imprigionato nella quotidianità della vita, espulso dalle scelte della politica e deprivato della democrazia. Le storie che Medici ci racconta dicono che questa linea di faglia è dura ma non invincibile.
Ci dicono che può essere valicata.
Ci dicono che, dal mondo di sotto, si può riuscire, con una pratica sociale, critica e partecipata, a sconfiggere il disagio, l’esclusione, la solitudine.
Tutto questo ha un nome antico, oggi purtroppo vilipeso: si chiama politica».
dalla prefazione di Fausto Bertinotti
Nel primo decennio del secolo c’è stato a Roma un Municipio che ha imperversato con le sue spericolate iniziative politiche, tra lotte, conflitti e slanci appassionati.
Ha requisito interi palazzi per metterci dentro centinaia di famiglie senza casa. Ha per primo in Italia autorizzato le unioni civili e raccolto migliaia di testamenti biologici. Ha impedito speculazioni immobiliari e cementificazioni selvagge. Ha recuperato la memoria antifascista del rastrellamento del Quadraro. Ha liberato il Parco degli Acquedotti da abusivismi e spacciatori. Ha disseminato il territorio di concerti, festival teatrali e arene cinematografiche. Ha riconvertito per utilizzi sociali decine di immobili abbandonati. Ha trasformato le occupazioni abitative in case d’accoglienza per sfrattati.
Ha promosso cooperative di lavoro e realizzato progetti per disabili e sventurati vari. Ha aperto ambulatori popolari, servizi sociali autogestiti, biblioteche e centri culturali.
Un’esperienza unica nel panorama romano, forse irripetibile.
Illustrazione in copertina di Manfredi Ciminale.
