Descrizione
ATTENZIONE: CONTENUTO ESPLICITO!
«La domanda su quando e come ho iniziato a fare gli anagrammi è quella che mi viene fatta più spesso. Ecco come e quando ho iniziato».
«La satira sfrontata e irriverente degli anagrammi blasfemi di Giovashow, che trasforma espressioni, nomi e cognomi e titoli di notizie in giochi di parole dissacranti, ci ricorda quanto sia ipocrita e superato scandalizzarsi per una bestemmia mentre si chiude un occhio su scandali ben più gravi: la bestemmia non è semplice turpiloquio, ma una forma di espressione artistica e culturale, uno strumento di liberazione, una ribellione linguistica contro una società censora che, nonostante si proclami laica, continua a privilegiare il sacro sul profano e si indigna più per una parola che per le ingiustizie reali».
Dalla postfazione di Irene Tartaglia (UAAR)
