Te che sei la mia Roma

Mitologie di una tifoseria calcistica

Collana I libri di Momo
2024, pp.160
Formato 15x21
Prossima uscita
€ 15,00 € 0,00

Descrizione

«La Roma non si discute, si ama».

«Questo motto esprime alla perfezione la dedizione assoluta con cui il pubblico capitolino ama rappresentare la sua passione per la squadra giallorossa. Un amore senza interesse, una fedeltà canina. Una devozione gratuita e incrollabile, “a prescindere”, indifferente all’amarezza dei risultati e, soprattutto, manifestata senza alcuna vergogna».

Questo libro è il libro sulla Roma che non è mai stato fatto. Il tifoso dell’As Roma, infatti, è una persona che vive la sua squadra con un fervore para-religioso. Non si comporta in modo ordinario e i tratti della sua condotta – tanto allo stadio quanto nella vita quotidiana – ne fanno un fenomeno culturale estremo.I comportamenti della tifoseria romanista, quando vengono separati dalla vera e propria mitologia che li determina e li circonda, appaiono incomprensibili. Questa mitologia (aggiornata fino a i giorni nostri) è il centro gravitazionale del libro di Livadiotti (studioso e, of course, romanista):dal campo di Testaccio al gol di Turone, da Di Bartolomei a Zeman, fino a Mourinho e al «Capitano» Francesco Totti. Questo libro si assume la responsabilità di «prendere sul serio» il fenomeno popolare del travolgente tifo romanista e di tentare di spiegarlo sia a chi ha il cuore giallorosso, sia a chi non ce l’ha.

«Tifare significa essere convinti di aver tessuto una relazione sentimentale con la squadra oggetto del nostro amore ed è proprio sui seggiolini di una Curva, o attaccati alla radio, o davanti a uno schermo, e poi nelle interminabili discussioni al bar, o a scuola e in ufficio, che si impara a sentire, riconoscere, dominare, esternare, gestire le proprie emozioni. In particolare a godere di un rapporto amoroso sfuggente a ogni definizione, a volte dedizione religiosa, a volte desiderio carnale, a volte cura paterna, a volte passione cavalleresca. Come se immaginando il nostro modo di tifare immaginassimo le forme dell’amore. Un amore al tempo stesso tossico e vitale».