Descrizione
«Il valore di questo progetto supera il perimetro degli istituti penitenziari. Perché il tema della pena non può essere separato da quello della vita collettiva: riguarda tutte e tutti».
Roberto Gualtieri
«Favole al contrario è un invito ad ascoltare, a superare i pregiudizi, a guardare al di là della condizione di detenzione, a scoprire la ricchezza, la complessità e la forza di queste donne».
Andrea Catarci
«Le fiabe che tanto le piacevano le stava vivendo sì ma tutte al contrario. Nella Bella e la bestia aveva cercato di cambiare la bestia, ma la bestia aveva cambiato lei. Cenerentola era lei ma sognava a occhi aperti ed esprimeva desideri che non si sarebbero mai avverati. Nella Bella addormentata era quella che preferiva chiudere gli occhi per sempre per non vedere ciò che la circondava. In Cappuccetto Rosso era quella che si fidava di chi non si doveva fidare. Nella favola di Biancaneve era lei quella che confondeva il bene col male, e ne soffriva».
Prendi gli esercizi di scrittura surrealisti, un po’ di Gianni Rodari e della sua Grammatica della Fantasia, mescola con Kafka, Bonvissuto e Goliarda Sapienza e portali in un carcere femminile: ecco, il risultato è questa raccolta di racconti – autentici, stranianti e «fantastici» – scritti dalle donne del carcere femminile di Rebibbia, a Roma.

Leggi Favole al contrario a cura di Gianmarco Mecozzi
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