Anonima Precaria

La «questione precaria» è sparita dall’orizzonte. Anzi sono i precari e le precarie ad essere spariti e sparite dall’orizzonte sociale e politico del Paese, dell’Europa, del Pianeta, dell’Universo o del Multiverso che sia.
Eppure il nostro pianeta è pieno di «cose», merci di vario prezzo e varia grandezza. Ne siamo pieni, di cose. Ovunque cose, cose cose.  E sono i precari che costruiscono queste «cose», che portano «le cose» da una parte all’altra del pianeta, che servono quelli che dirigono le fabbriche (di qualunque sostanza esse siano fatte) dove altri precari costruiscono queste «cose». 
Eppure i precari sono spariti, non esistono. Non hanno voce. Sono diventate «cose» anche loro?
Questa non è una rubrica. È uno spazio, un luogo.
Offriamo rifugio a tutte le le Cose Precarie.

6. Gigi, un giovane d'oggi

 

Ciao me presento sò Gigi, un giovane d’oggi. 

C’ho diciannove anni, non uno de più, non uno de meno, non studio, non lavoro, non faccio niente, passo il tempo sui social. Me ne sbatto. Di tutto.

Sò un modello, una specie de esempio generazionale. 

Non me frega niente de sto mondo infame – come diceva quello – non me frega di quello che succede, mai. Nello specifico in questo momento, non me frega del coronavirus e non me frega della crisi sanitaria. Me ne sto chiuso a casa, e sti cazzi di tutto il resto.  Me ne sbatto altamente dei problemi, dei miei e di quelli degli altri. Tanto è tutto finito o sta pe finì. 

È tutto una merda, ecco come, ecco perché. Se non lo hai capito, peggio pe te.

Non ci credi? Dici che sto a fà finta? 

A coso, sta bono, tanto non me frega niente.

Io sò nato nel 2001, vuoi forse sapere il giorno? davero lo vuoi sapè? Ecco: l’11 settembre. Non so se mi spiego. 

Quando sò crollate e torri, puff! sò spuntato io. 

Dopo de ciò, è stata na guera, a coso. Te che ne sai? 

Io mi sono informato.

Afghanistan, Iraq, Kuwait… Il petrolio e l’americani che rompono il cazzo a mezzo mondo: la guerra infinita, così si chiamava. Poi, le crisi economiche a palla, una due tre centomila, una cosa spettacolare. Poi l’attentati in ogni dove, a Madrid a Parigi, il terrorismo globale. Poi la crisi ambientale che non te lo voglio dì, nessuno ci capisce niente da dove inizia e dove finisce. Poi aho non ci si crede, addirittura la crisi sanitaria con la prima epidemia globale che sia mai esistita. 

Non so se mi spiego. Siamo ancora vivi, siamo una generazione di fenomeni, altro ché.

Tu capirai, coso, che in questo contesto – che te ricordo è la vita mia, eh – ho sviluppato come te posso dì un atteggiamento, uno stile – una strategia – un modo mio di vedere le cose. E questo modo tutto mio – questo stile personale, ecco – è che non me frega niente di niente e di nessuno. Mai. È una regola. Che ce voi fa?

Ma a proposito di ciò, coso, una cosa te la voglio proprio dire: non me frega niente, soprattutto de te.

Sì de te, che invece ti frega di tutto. Di te che ti interessi di tutto e che sai sempre tutto.

Ti conosco bene, è dal 2001 – da quando sò nato – che me rompi le palle. Ti sei imparato a usare i social a sessantanni e stai lì a scassà a tutti. Ogni giorno, tutti i giorni. Come se te non c’entri niente. Come se te non ci stavi nemmanco. Come se non è mai colpa tua. Dell’11 settembre, della guerra infinita, del terrorismo globale, delle crisi economiche, della pandemia e della crisi ambientale, te non c‘entri mai niente. Co quella faccia che pare che sei la soluzione a tutto, oh. 

Hai rotto il cazzo a tutti. Aho, e sta bono.

Ma comunque a me non me frega niente, tranquillo. Crisi dopo crisi, ho imparato a stare al mondo. Me ne sbatto. Il futuro, stringi stringi, non esiste.

E po oh c’è un tempo pe ogni cosa, a coso. 

C’è un tempo per parlare e c’è un tempo per stare zitti. Ricordate, coso, e prendi n’appunto: c’è un tempo pe ogni cosa. C’è un tempo per tutto. 

Io sò Gigi un giovane d’oggi. So de Roma e non me frega un cazzo de niente. Ma proprio de niente. Manco dell’As Roma me frega. 

E ho detto tutto.

 

Nota di Momo

Gigi ci ha mandato questo pezzo – e lo ringraziamo – ma il suo vero nome non è Gigi. Abita a Roma e ha davvero diciannove anni ma non ha voluto usare il suo nome. Noi di Momo rispettiamo le sue richieste e non diremo niente della sua identità. Con il suo assenso diciamo soltanto che, nella mail in cui ci ha inviato il suo scritto, ci ha annunciato due cose: 1. Che se avessimo voluto ci avrebbe mandato altri pezzi e 2. Che comunque a lui non gliene fregava niente se lo avessimo pubblicato o meno.

GM di Momo

 


A Momo piace...
A Momo piace la rete.
Momo adora Internet, «the net», 1.0, 2.0, 3.0 e così via…
A Momo piace fare surf dentro ai flussi della rete, direttamente sui fili della rete, attraversando la ragnatela di Internet, schivando i predatori, tendendo mani, facendo circolare acqua fresca e pulita.
Momo adora Internet, le nuove comunicazioni, quelle weird e quelle antiche.
Momo adora – anche e soprattutto – i problemi della rete, le cose che non funzionano, la rete quando è «in crisi».
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Momo è pazza della rete.
E questa pagina è proprio dedicata ai risultati dei viaggi di Momo nella rete: qui Momo fa circolare i saperi, i fratelli, i mondi che trova «surfando» nella rete: i pensieri e le intuizioni, le «speranze fantascientifiche».
Questo è lo spazio dello scambio, della sperimentazione, dell’off topic.
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