Anonima Precaria

Questa non è una rubrica: questo è un Sos.
La «questione precaria» è sparita dall’orizzonte. Anzi sono proprio i precari e le precarie ad essere spariti e sparite dall’orizzonte sociale e politico del Paese, dell’Europa, del Pianeta, dell’Universo o del Multiverso che sia.
Eppure il nostro pianeta è pieno di «cose», merci di vario prezzo e varia grandezza. Ne siamo pieni, di cose. Ovunque cose, cose cose. 
Sono i precari che costruiscono queste «cose», che portano «le cose» da una parte all’altra del pianeta, che servono quelli che dirigono le fabbriche (di qualunque sostanza esse siano fatte) dove altri precari costruiscono queste «cose». 
Eppure i precari sono spariti, non esistono. Non hanno voce. Sono diventate «cose» anche loro?
Di sicuro, essi sono diventati anonimi.
Significato di anonimo: Intenzionalmente o fortuitamente mancante del nome o della firma.
Questa non è una rubrica. È uno spazio, un luogo.
Offriamo rifugio a tutti i precari anonimi che vogliono fare sentire la loro voce.

2. Sul precariato

Uno due e tre.
-Ovvero-
Il lavoro, l'amore e il tempo.

Uno.
non disperare completamente davanti all'automa,
il lavoro è solo quello degli uomini per gli uomini.
Se proprio devo essere lontano da te
deve essere per un motivo.
Non fu l'uomo ad addomesticare il grano.
Fu vero il contrario.
Aiutò ad affollarsi,
ed a spiegarsi con espressioni
riconoscenti e cattive.
Ma il fatto è.
L'uomo passava,
il grano restava.

Due.
non pensare che l'amore sia un problema di altri.
Fortunato o sfortunato che ti senti:
abbiamo un problema,  nessuno è libero.
Arriverò, prima o poi, al mio scalino
nella catena alimentare
dove sproporzione è esercizio.
Il lusso di fronte alla disgrazia
comprende e si dispiace.
La disgrazia di fronte al lusso
si rammarica e si dimena.
Compromessi annuiscono.
tenetevi lontani,
è una felicità a numero chiuso
Batteri implacabili digeriscono.
Così nessuno è libero.
Cosa ne penso?

Tre.
È passato un sacco di tempo
da quando, camminando,
parlavo coi miei piedi.
Decidevamo insieme.
Ma questa volta è diverso.
Era una monarchia quella che ci inghiottiva.
Il Tempo sapeva fare l'unica cosa
che non sapevo fare io.
Aspettare.
Sapeva dove trovarmi debole,
perchè è vigliacco.
Sapeva dove trovarmi inutile,
perchè è abituato.
Sperava di trovarmi solo.
Poverello.
È stata  l'unica volta
in cui lo ho visto retrocedere.
Maldestro.
Solo non lo sono mai stato.
Cosa ne penso?

 

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A Momo piace...
A Momo piace la rete.
Momo adora Internet, «the net», 1.0, 2.0, 3.0 e così via…
A Momo piace fare surf dentro ai flussi della rete, direttamente sui fili della rete, attraversando la ragnatela di Internet, schivando i predatori, tendendo mani, facendo circolare acqua fresca e pulita.
Momo adora Internet, le nuove comunicazioni, quelle weird e quelle antiche.
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