#Eccetera - Libri e film per genitori X

Dunque, per «genitori X» Momo intende qualsiasi genitore (femmina, maschio, tutti e due, nessuno dei due, un po' uno un po' l’altro, elefante o farfalla, a colori e/o in bianco e nero, eccetera eccetera).
Proprio ai genitori X (anche detti: genitori eccetera), quotidianamente alle prese con i piccoli mostri (le incantevoli creature dell’orrore, i demoni ingoia tempo&sonno, eccetera) è dedicata questa rubrica di recensioni di libri, di film, e di eccetera.
[A cura di uno dei tanti genitori X].

3. Muco, Heidi, Zen

Ciao Genitori X (se non vi ricordate perché vi chiamo così andate a vedere qui), com’è andato questo inizio autunno? I vostri demoni hanno cominciato a contaminarvi con il loro muco nasale? La mia demonietta sì, quest’anno ha cominciato molto presto.
Sono stato a letto qualche giorno e ne ho approfittato per vedermi qualche nel film tipo I morti non muoiono di Jarmusch, do you know? So good.
Naturalmente quando la cinquenne indemoniata tornava da scuola – fine del libero arbitrio – bisognava vedere insieme i suoi di film ed è proprio di uno di questi che vi voglio parlare.
È un film giapponese dello Studio Ghibli ma non di Hayao Miyazaki, sarebbe stato troppo facile eh. Si tratta di I miei vicini Yamada di Isao Takahata.
Takahata è l’autore dei cartoni Heidi e Anna dai capelli rossi (oltre che di Lupin), non so se mi spiego. Praticamente un disegnatore mitologico. Avete presente quell’immagine della sigla – straordinaria – in cui Heidi va sull’altalena in mezzo alle nuvole che sembra che vola. Beh è stato Takahata a disegnarla. Vedetela qui. Ne vale ancora la pena.
Al cinema ha portato vari capolavori tra cui vi segnalo Pom Poko che io ho visto, quando ancora non ero un Genitore X, al Festival del cinema di Roma. Pom Poko è un’opera «da grandi», politica all’ennesima potenza, geniale, da vedere assolutamente.
I miei vicini Yamada è un film anche per bambini ed è sorprendente – quasi scioccante – sia per il modo in cui è concepito (con questi disegni appena accennati, «disegni disegnati»), sia per la straripante fantasia che comunica. È un film totale fatto da un autore che è al suo apice, un film bello bello bello. È la narrazione semplice della storia quotidiana di una famiglia che abita a Tokyo. Tutto qua. E ci trovate tutto. Tutto tutto eh.
Vi consiglio soprattutto il gustoso episodio in cui la bambina si perde al centro commerciale.
È un film che vi piacerà (se vorrete vederlo), e piacerà alle vostre creature indemoniate, perché è un film Zen. D’altra parte l’unico modo per sopravvivere alla paternità, alla maternità, alla figlità – ma voi questo lo sapete bene – è proprio essere Zen.
[Kristofferson]

 

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A Momo piace...
A Momo piace la rete.
Momo adora Internet, «the net», 1.0, 2.0, 3.0 e così via…
A Momo piace fare surf dentro ai flussi della rete, direttamente sui fili della rete, attraversando la ragnatela di Internet, schivando i predatori, tendendo mani, facendo circolare acqua fresca e pulita.
Momo adora Internet, le nuove comunicazioni, quelle weird e quelle antiche.
Momo adora – anche e soprattutto – i problemi della rete, le cose che non funzionano, la rete quando è «in crisi».
Momo passa le sue giornate a «surfare» nella rete, alla ricerca di sapere, fratelli, mondi.
Momo è pazza della rete.
E questa pagina è proprio dedicata ai risultati dei viaggi di Momo nella rete: qui Momo fa circolare i saperi, i fratelli, i mondi che trova «surfando» nella rete: i pensieri e le intuizioni, le «speranze fantascientifiche».
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