#Eccetera - Libri e film per genitori X

Dunque, per «genitori X» Momo intende qualsiasi genitore (femmina, maschio, tutti e due, nessuno dei due, un po' uno un po' l’altro, elefante o farfalla, a colori e/o in bianco e nero, eccetera eccetera).
Proprio ai genitori X (anche detti: genitori eccetera), quotidianamente alle prese con i piccoli mostri (le incantevoli creature dell’orrore, i demoni ingoia tempo&sonno, eccetera) è dedicata questa rubrica di recensioni di libri, di film, e di eccetera.
[A cura di uno dei tanti genitori X].

4. Khomeini, Tivvù, Trolls

Cari Genitore X, lo ammetto: io odio la televisione.
Si tratta di un sentimento di lunga, lunghissima data. In genere chiamo la televisione Tabernacolo di Satana (credo che Khomeini la chiamasse così, per dire). Penso che la televisione sia un male contro il quale la battaglia deve essere continua, inesausta, spietata. Il mio odio nasce negli anni novanta – periodo in cui le migliori menti della mia generazione si sono perdute nel tubo catodico – e il fuoco non si è mai spento (nemmeno nell’epoca del digitale e di Netflix).
Cari Genitore X – come avrete capito – è molto complicato conciliare questo mio odio – autentico e profondo – con la paternità. Poiché la creatura di cinque anni che vive con me non odia la televisione, né la adora: ella se ne serve. È un modo per me inedito di vedere la faccenda e ancora non ho capito come fa. Rimane il fatto che io – accecato da un odio decennale – cerco di ostacolare ogni sua visione. Ed è proprio durante uno di questi tentativi di boicottaggio (regolarmente falliti) che ho scoperto i Trolls.
Io ho detto alla cinquenne: non so se questo è un bel cartone (qualsiasi cartone di oggi per me non è bello, tranne quelli che guardavo io quando ero bambino, ovvio). Lei mi ha detto: non lo hai mai visto, prova a vederlo. E io – davanti a questa lucida proposta – non ho potuto dire di no.
Mi sono seduto sul divano senza alcuna speranza, e colmo di pregiudizi.
«I Trolls sono meravigliosi!!».
È un cartone psichedelico, surrealista, geniale. Sono gnomi simili ai puffi ma coi capelli lunghi e strani (nascono – credo – come pupazzetti, ve li ricordate?) – la loro unica occupazione è divertirsi. Non c’è altro. Divertimento, Divertimento, Divertimento.
I Trolls sono un inno al non-lavoro. Una cosa assurda, fantastica, uso la parola «psichedelico» non a caso (non esagero guardate il sito qui). È puro surrealismo. Me ne sono innamorato all’istante. Tutti i personaggi sono indimenticabili, ma è soprattutto questa etica rovesciata del non-lavoro che io adoro. Di più, di più, ne vogliamo di più.
Ah il tabernacolo di Satana (la tv, eh)! Sono diventato come quell’intellettuale di Nanni Moretti che va fuori di testa per Beautiful, ve lo ricordate?
Eccolo qui.
[Kristofferson]

 

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A Momo piace la rete.
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A Momo piace fare surf dentro ai flussi della rete, direttamente sui fili della rete, attraversando la ragnatela di Internet, schivando i predatori, tendendo mani, facendo circolare acqua fresca e pulita.
Momo adora Internet, le nuove comunicazioni, quelle weird e quelle antiche.
Momo adora – anche e soprattutto – i problemi della rete, le cose che non funzionano, la rete quando è «in crisi».
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