EDITORIALE

Momo è in cammino


La festa di Momo è stata bella, multicolore, piena di bambine e bambini. 2000 persone sono venute a salutare. E Momo è felice e ringrazia. Ringrazia i suoi autori, che sono stati luminosi e senza paura. Ringrazia La Torre che è uno spazio libero, aperto, complice. E soprattutto Momo ringrazia tutti i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi, che sono passati:  belli “come er sole”.

Giusto due parole. La pandemia ha richiesto sforzi enormi agli adulti, lo sappiamo, ma è stata una impresa eroica soprattutto per le bambine e i bambini, per le ragazze e i ragazzi. È per loro, così pazienti e creativi, così zen e fantascientifici, che Momo ha organizzato la sua festa. Loro hanno ricambiato, divertendosi e facendo casino. Avanti così.

Momo ha tanti grilli per la testa, e tante cose da fare, ma una riflessione la buttiamo qua. La pandemia ha accelerato un po’ tutto, si sa. Gli eventi vanno ripensati. Gli spazi pubblici vanno cambiati. Radicalmente. Una piazza è una piazza. Se c’è spazio per i tavolini dei bar e dei ristoranti (ed è giusto così), allora dovrà esserci spazio anche per i libri e per le bambine e i bambini. Anche d’inverno, anche quando fa freddo. Lo spazio pubblico è di tutti, ripensiamolo insieme.

Momo è in cammino.
Si sente libera, e cammina veloce.

23.09.2020